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Mercogliano e i suoi dintorni
 

Le origini del centro risalgono al periodo medioevale e la prima testimonianza che ne attesta l'esistenza è un documento datato intorno all' XI secolo. Da sempre considerato parte integrante della contea di Avellino, Mercogliano ebbe tra i primi e più rappresentativi feudatari Ruggiero dell'Aquila: solo in seguito, rientrò in possesso dell'Abbazia di Montevergine, donata da Federico II.

Nel corso dei secoli successivi, lo sviluppo del centro segue la storia del resto dell'Italia Meridionale e nella prima metà del XVI secolo la S. Casa dell'Annunziata di Napoli ne amministrò le rendite feudali. Particolarmente caratteristico è il borgo medioevale, con vicoli stretti che si aprono talvolta su ampi spazi da cui si può godere un magnifico panorama. Noto con il nome di Capocastello è il centro antico, in cui si possono, ancora oggi, ammirare i ruderi, recentemente restaurati, del suggestivo castello mediovale, distrutto da uno spaventoso incendio nel 1656.

Proprio all'ingresso di Capocastello è visibile, tra l'altro, l'unico tratto superstite delle antiche mura che un tempo circondavano l'intero borgo: si tratta della Porta dei Santi sulla cui parte superiore è possibile ammirare un affresco raffigurante San Modestino, San Fiorentino e San Flaviano. .

Monastero di Montevergine

E' situato nel massiccio montuoso del Partenio (m. 1270 sul liv. mare) al limite occidentale della vallata irpina, quasi a guardia della città di Avellino, capoluogo della provincia.

Nei primi decenni del scc. XII, salì su questa montagna un giovane pellegrino, Guglielmo, di Vercelli. Si proponeva di pellegrinare nella Palestina. Ma il Signore gl'indicò l'Irpinia come campo del suo apostolato. Eresse sul monte una Chiesa in onore della Madre di Dio e diede vita ad una nuova famiglia religiosa.

Dopo aver seminato di sue Case quasi tutta l'Italia meridionale, chiuse la sua vita nel Monastero di S. Salvatore del Goleto, in territorio di S. Angelo dei Lombardi (Avellino), nell'anno 1142. I suoi resti mortali ritornarono a Montevergine ai primi di settembre del 1807 e riposano nella Cripta della nuova Chiesa dedicata al suo nome.

 

Ospedaletto d'Alpinolo

Il Comune di Ospedaletto d'Alpinolo, rientra nel territorio della Comunità Montana del Partenio, del Parco Regionale del Partenio e del bacino montano "Falde Orientali del Partenio". Confina a nord con il Comune di Summonte, ad est con quello di Avellino, a sud e ad ovest con quello di Mercogliano.
Il territorio comunale si estende su una superficie di ha 562,00,00 della quale la parte montana rappresenta circa la metà (ha 276,00,00). clicca sulla foto qui a lato per sapere di più su Ospedaletto d'Alpinolo

 

Acqua Fidia

A circa 1.000 metri slm, a pochi chilometri dal centro abitato, dopo l'antico e suggestivo borgo di Capo Castello,  troviamo Acquafidia con la sua antica sorgente di acqua oligominerale , una delle più ricche del Partenio. Il nome della località è legato a un leggendario tempio dedicato alla dea Fidia. Per la valorizzazione turistica di Acquafidia, sono stati realizzati interventi di sistemazione dell'area, attraverso tecniche di ingegneria naturalistica di pregevole fattura, in cui sono stati utilizzati materiali ecocompatibili. Acquafidia , con la sua folta vegetazione boschiva, è il luogo ideale per organizzare piacevoli pic-nic nelle aree attrezzate, appositamente predisposte.La località è raggiungibile -oltre che in auto- anche percorrendo il sentiero 210 che da Mercogliano si inerpica su per la montagna, fino a Campo Maggiore.

 

Poi l'anima della natura: un ambiente vario e ricco che consente di vivere e scoprire numerosi parchi ed aree protette, ma oculatamente fruibili, oasi botaniche, rifugi faunistici "casa" di specie rare e pregiate, una vegetazione folta di pinete profonde e di boschi che abbracciano le colline. Infine l'anima pigra e gialloarancio della campagna, con i suoi profumi, attraversata dalla strada del vino, madre di vigne nobili e olivi d'argento, che danno fama a vini ed oli in tutto il mondo.

 

Infine, che dirti dei sapori della cucina e della gastronomia? Un avvertimento: proverai davvero il piacere di ricercare e scoprire sapori unici. Potrai davvero impadronirti dell' anim della cucina campana: carne, campagna, noci e castagne. Il tutto stretto in un abbraccio inestricabile e secolare, fra tradizioni tenaci e abitudini irremovibili. Il tutto innaffiato da prestigiosi vini locali che affondano il gusto in una tradizione di cui il mondo si sta occupando.

 
 
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